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logo76Newsletter n. 180 del 31 gennaio 2020

CHE COSA DOBBIAMO RICORDARE

Care Amiche ed Amici,

la settimana attraversata dalla giornata della memoria e dal rinnovato nostro “mai più!”, è stata densa di eventi che appaiono come altrettanti segni dei tempi per dirci che cosa, anche di oggi, dovremo ricordare. Eventi già in anticipo giudicati dalla Parola.
Il primo segno, ma solo in quanto a noi più vicino, è che i potenti sono deposti dai loro troni (“deposuit potentes de sede”, Luca, 1,52). La sconfitta di Salvini era una sconfitta annunciata, perché non si vince con l’arroganza e non si governa con la spietatezza, e questo era chiaro fin da quando il leghista era al governo, e questa “newsletter” già l’aveva registrato il 18 luglio 2018, un anno avanti la caduta, alle prime chiusure dei porti in faccia agli immigrati: “Salvini è già sconfitto. L’Italia non è abbastanza crudele”, avevamo scritto. Ma anche i 5 stelle hanno qualcosa da ricordare, perché loro, nati per spazzare via “la casta”, con l’antipolitica, “né di destra né di sinistra”, sono giunti a rimanere quasi solo una casta in Parlamento, senza più un popolo che li voti.
Ma i potenti possono produrre danni inenarrabili prima di cadere. E questo è l’altro segno dei tempi che ha fatto irruzione nella nostra storia con la decisione di Trump e di Netanyahu di procedere all’annessione ad Israele dei Territori Occupati, comprando i Palestinesi per denaro e chiamando questa tentata corruzione “piano di pace” (come avevano denunciato i profeti: “hanno venduto il giusto per denaro e il povero per un paio di sandali”, Amos, 2, 6). Così due capi politici precari, mentre il potere sfugge loro di mano, pretendono di fissare per sempre il destino di una città e di una terra dove si gioca l’eterno. Trump e Netanyahu sono accusati di crimini gravissimi: l’americano di intelligenza con il nemico russo (ai tempi del maccartismo più ancora che come un crimine sarebbe stato bollato come un sacrilegio, un patricidio), l’israeliano di corruzione, frode e abuso d’ufficio. Viene da qui il loro comune interesse a porsi sopra ogni giustizia, a gettare sul tavolo i numeri del loro consenso per restare al potere, facendone pagare il prezzo a un popolo negato, scartato, prima ancora che oppresso. Così si sono organizzati i due incriminati, si sono fatti complici, in una sorta di inedita loro “criminalità organizzata”.
L’altro segno dei tempi è la malattia che viene dalla Cina. Essa dice quanto siamo fragili ed esposti noi che pretendiamo di dominare la terra e gli spazi, e come tutto sia unito, e come il nostro destino si giochi nella carne, non a caso scelta da Dio a sua dimora terrena. E se davvero il contagio viene da un serpente contaminato da un uccello ed è passato all’uomo in un mercato del pesce, ecco un segno potente di questa comunicazione nella carne di tutti i viventi sulla terra, e come sia vero che se una farfalla perde le ali a Tokio o ad Hiroshima, un uragano si scatena in America. E si svela una più globale e stringente verità di una parola che risuonò al Concilio Vaticano II” “Chi sta a Roma sa che gli Indi sono sue membra” (Lumen Gentiun, n. 13, citando san Giovanni Crisostomo).
Sono, questi, segni dei tempi che ci ammoniscono su che cosa dobbiamo ricordare: che l’umanità è una, che il suo destino è comune, e che tutta la creazione soffre con lei. Il pensiero di essere divisi, dialettici, di stare nel conflitto, ogni Stato con la sua Costituzione che ne proclama la dignità e il dover essere, ma anche con le sue armi pronte allo sterminio, appartiene ormai a una fase infantile della storia dell’umanità. L’ideologia del “prima noi” (prima gli ariani, prima i tedeschi, prima l’Occidente, prima gli italiani, che poi vuol dire “solo noi”) è la ricetta della distruzione e della fine. Ci dobbiamo ricordare che c’è un’altra possibilità, c’è il gesto unico, che ciascuno può fare, che salva tutti, che ci è stato rivelato un giorno e che è per sempre: quello dello straniero, del Samaritano, del nemico, che riconosce e prende con sé come suo prossimo il totalmente altro da sé, il Giudeo aggredito e lasciato morente sulla strada di Gerico. In Palestina.
Nel sito pubblichiamo l’annuncio di un pellegrinaggio a Roma, nel 2021, delle donne cattoliche “per guarire la Chiesa”, la notizia di un cataclisma biblico che nel silenzio dei più si sta abbattendo sull’Africa (e perciò su tutta la terra), e la notizia, che in questo contesto appare paradossale, del solito acquisto di armi da parte dell’Italia su un mercato non innocente per guerre che mai si dovranno fare.

Con i più cordiali saluti
www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
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Newsletter n. 3 del 31 gennaio 2020

Convocazione per il 21 febbraio 2020

Ai promotori e iscritti di “Costituente Terra”
Alle persone interessate

Gentile amica/o,
la Scuola “Costituente Terra” che promuove una Costituzione della Terra “perché la storia continui”, prenderà il via il 21 febbraio 2020 alla Biblioteca Vallicelliana di Roma con una lezione inaugurale sul pensiero e l’istanza di un costituzionalismo mondiale e con la prima Assemblea del Comitato che lo promuove.
L’atto inaugurale della Scuola avrà luogo venerdì 21 febbraio alle 11 nello splendido edificio borrominiano ove ha sede la Biblioteca Vallicelliana, in Piazza della Chiesa Nuova 18 a Roma.
Dopo una introduzione di Raniero La Valle a chiarimento delle ragioni e degli scopi dell’iniziativa, e un indirizzo di saluto della dott.ssa Paola Paesano, direttrice della Vallicelliana, che darà conto della consonanza tra il retaggio della Biblioteca e gli scopi della Scuola, il filosofo del diritto e della democrazia, prof. Luigi Ferrajoli, terrà la lezione introduttiva per illustrare la prospettiva di una Costituzione della Terra e chiarire con quali novità essa debba essere pensata e promossa rispetto alle forme di costituzionalismo finora conosciuto. Seguirà una pausa per il pranzo (a cui si potrà provvedere nei numerosi locali vicini) e si riprenderà alle ore 14,45 con la prima assemblea dei soci del Comitato Promotore che si fa carico delle attività della Scuola dopo aver lanciato l’appello-proposta a tutte “le persone di buona volontà e di non perdute speranze”, a voler prendere partito per la Terra, per la sua conservazione creativa e per l’unità e la “buona vita” dell’umanità che la abita.
È molto importante che quanti intendano partecipare all’evento ne diano notizia a questo indirizzo email, perché ne sia noto il numero ai fini della loro migliore accoglienza, anche in ordine alla capienza del luogo.
Nel rivolgerle l’invito a partecipare a questa giornata, ci sembra significativo notare come i drammatici avvenimenti di questi giorni non facciano che riproporre la necessità e l’urgenza di una vasta convergenza di saperi e di intenti ai fini di far sorgere una nuova concezione della convivenza mondiale e di stabilire una Costituzione della Terra.
L’imprevista e quasi ignorata devastazione portata da milioni di cavallette in Kenya, Etiopia e Somalia, ci mette infatti di fronte alla realtà di rischi ormai sempre nuovi a cui è sottoposto l’ecosistema, a cui non si può che rispondere in forme preordinate e globali; la malattia partita dalla Cina (di cui si può temere l’uso politico nell’attuale stato selvaggio di competizione mondiale) rimanda alla necessità che i diritti universali più importati, come il diritto alla salute non solo siano proclamati, ma siano dotati in forza di una Costituzione mondiale di efficaci mezzi e istituti che li garantiscano e realizzano; una Costituzione mondiale posta a garanzia dei popoli tutti è egualmente reclamata e messa oggi all’ordine del giorno dall’arbitraria decisione di due soli sovrani – Trump e Netanyahu – di liquidare la decennale e anzi millenaria questione palestinese mediante l’annessione allo Stato d’Israele dei Territori Occupati della Palestina in cambio della promessa corruttrice di una compensazione in denaro al popolo scartato.

Di nuovo pregandola di farci sapere della sua eventuale, desiderata presenza il 21 febbraio le inviamo i più cordiali saluti.

“Costituente Terra”

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